Le metastasi ossee rappresentano una delle complicanze più gravi nei pazienti oncologici in stadio avanzato. Si tratta della proliferazione di un tessuto tumorale derivante da altri organi, come polmone, pancreas, vescica o rene, che si localizza nella struttura ossea causando un processo di osteolisi. Questo fenomeno porta alla progressiva distruzione dell’osso, favorendo l’insorgenza di fratture patologiche e l’aumento della massa tumorale. Il tutto con conseguente immobilizzazione del paziente.
Il controllo della progressione delle metastasi ossee, dunque, è essenziale per preservare la qualità di vita dei pazienti. L’approccio multidisciplinare, che include radioterapia, chemioterapia e chirurgia, spesso non è sufficiente a garantire un efficace controllo del dolore e a prevenire le fratture. In questo contesto, allora, ecco che le tecniche di radiologia interventistica oncologica svolgono un ruolo cruciale nel trattamento delle metastasi ossee. Come? Attraverso metodologie innovative come termoablazione, crioablazione, radiofrequenza e cementoplastica (osteoplastica).

Il ruolo della radiologia interventistica nel trattamento delle metastasi ossee
Come detto in apertura, le metastasi ossee non solo provocano dolore intenso e persistente, ma possono condurre a fratture patologiche che compromettono ulteriormente la mobilità del paziente. Questo stato di immobilizzazione forzata innesca una serie di complicazioni secondarie. Un esempio sono il deterioramento delle condizioni generali e un’accelerazione della progressione tumorale.
Uno degli interventi più utilizzati per il trattamento delle metastasi ossee è la osteoplastica, una tecnica minimamente invasiva che permette di rinforzare l’osso indebolito e ridurre il dolore. Questo trattamento consiste nell’inserire per via percutanea, sotto guida radiologica, una cannula attraverso la quale viene iniettato cemento ortopedico (polimetilmetacrilato) all’interno della lesione tumorale. Il cemento solidificato conferisce così maggiore resistenza all’osso e al contempo embolizza i vasi che alimentano il tumore, limitandone la crescita.
Osteoplastica e tecniche ablative: approcci combinati per un trattamento efficace
Quando poi la osteoplastica viene associata ad altre terapie, come la radioterapia, si ottiene un miglioramento significativo sia nel controllo del dolore che nella capacità di deambulazione. Questo è un aspetto cruciale per i pazienti, poiché il recupero della mobilità influisce direttamente sulla loro autonomia e qualità di vita.
Le metastasi ossee possono localizzarsi in diversi distretti del corpo, tra cui colonna vertebrale, bacino, femore, omero e scapole. Quando il trattamento di osteoplastica viene eseguito a livello vertebrale, si parla di vertebroplastica, mentre negli altri distretti viene genericamente definito cementoplastica.

L’intervento avviene sotto guida radiologica, utilizzando tecnologie avanzate come la fluoroscopia o la tomografia computerizzata (TC). La procedura prevede il posizionamento preciso dell’ago all’interno dell’area osteolitica e l’iniezione del cemento ortopedico fino alla completa stabilizzazione della zona trattata.
In presenza di metastasi ossee particolarmente aggressive, la cementoplastica può essere combinata con tecniche ablative come la termoablazione, la crioablazione e la radiofrequenza, che permettono di distruggere selettivamente il tessuto tumorale prima dell’iniezione del cemento. L’ablazione termica, in particolare, si è dimostrata efficace nel ridurre la massa tumorale e nel migliorare l’efficacia del trattamento osteoplastico, riducendo il rischio di recidive locali.
Benefici del trattamento e miglioramento della qualità di vita
Uno dei principali obiettivi della radiologia interventistica nel trattamento delle metastasi ossee è il miglioramento della qualità di vita del paziente. Grazie alla cementoplastica, si osserva una riduzione immediata e significativa del dolore, spesso fino alla sua completa scomparsa. Questo permette di diminuire o eliminare l’uso di farmaci oppioidi, riducendo gli effetti collaterali legati alla loro assunzione prolungata.
Inoltre, il rafforzamento della struttura ossea consente al paziente di recuperare la capacità di deambulare, evitando le gravi conseguenze dell’allettamento prolungato. La possibilità di riprendere le normali attività quotidiane rappresenta un vantaggio essenziale, soprattutto nei pazienti oncologici avanzati, in cui ogni miglioramento della qualità di vita ha un impatto significativo sull’andamento della malattia.

Insomma, è chiaro che le metastasi ossee costituiscono una sfida complessa nel trattamento dei pazienti oncologici, ma le innovazioni nella radiologia interventistica stanno aprendo nuove prospettive terapeutiche. Le tecniche ablative e la osteoplastica rappresentano soluzioni efficaci per il controllo del dolore, la prevenzione delle fratture e il ripristino della mobilità. Ma soprattutto, l’approccio combinato di cementoplastica e terapie ablative consente di ottenere risultati ottimali, migliorando la prognosi e la qualità di vita del paziente.
La continua evoluzione delle tecniche interventistiche permette e permetterà sempre più di affrontare con maggiore efficacia questa grave complicanza oncologica, offrendo ai pazienti nuove opportunità terapeutiche con procedure minimamente invasive e tempi di recupero ridotti.